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Area Archeologica di Rocca di Entella

Castello

La Rocca d’Entella si erge isolata a dominio del territorio, raggiungendo la quota di 545 m s.l.m. sul versante meridionale, mentre il versante settentrionale va digradando con pendii più o meno ripidi e scoscesi verso il fiume Belice, oggi sbarrato da una diga, la cosiddetta Diga Garcia.

 Il periodo di maggiore concentrazione di genti è quello a cavallo tra il Tardo eneolitico e l’Antica Età del Bronzo: questa fase è stata riconosciuta anche sulla Rocca di Entella e ad essa può ascriversi anche la comparsa di una facies culturale peculiare, quella cioè del Bicchiere Campaniforme che, nata nella penisola iberica, da lì si diffuse in molte zone d’Europa dando vita a un fenomeno la cui portata storico-culturale è ancora oggi leggibile solo in chiave fortemente problematica.
A partire dall’Età del Ferro, ma soprattutto per l’età arcaica, la storia dell’area è risultata fortemente condizionata dal famoso passo di Tucidide (Tuc.VI, 2) in cui si ricostruisce la complessa composizione etnica delle popolazioni stabilmente insediate in età storica nella parte occidentale dell’isola: accanto a Fenici, Sicani e Greci lo storico ateniese pone gli Elimi, Troiani scampati agli Achei e approdati in Sicilia, dove si stabilirono ai confini dei Sicani e a quelli si unirono, fondando Erice e Segesta .
L’evidenza letteraria e storica non è tuttavia pienamente sostenuta dai risultati 9 della ricerca archeologica: gli aspetti di cultura materiale che connotano gli insediamenti dell’area considerata “elima”, quella cioè a Ovest del Fiume Belice, compresa l’elima Entella, non si discostano infatti dalle coeve produzioni di altre parti dell’isola né si distinguono per peculiarità evidenti, anche se rimane da approfondire il tema della lingua, attestata principalmente a Segesta, una lingua anellenica scritta in caratteri greci.
Rispetto all’organizzazione del territorio in età arcaica e classica (VII-V sec. a.C.), che vede l’emergere di grossi agglomerati urbani, tra il IV e il III sec. a.C. si registra un’esplosione del popolamento con una fitta rete di siti, anche di piccole dimensioni, sparsi nel territorio e in qualche modo collegati a Entella, articolati lungo assi viari principali.
Dopo un periodo di crisi, coincidente con gli avvenimenti della prima guerra punica, una ripresa del popolamento si ha nel corso del II sec. a.C., in coincidenza con la romanizzazione del territorio.
Tra la prima e la media età imperiale (I a. C.-III d.C.) gli insediamenti, sempre numerosi, si distribuiscono principalmente lungo le vallate fluviali, sia in posizione di fondovalle che lungo i versanti che li delimitano. In concomitanza con il declino della città sulla Rocca d’Entella si assiste dunque ad uno sviluppo del popolamento rurale anche se alcuni degli insediamenti si esauriscono nel corso del II sec. d.C.
In età tardo antica (IV-VII sec. d.C.) l’intero territorio intorno ad Entella appare ancora densamente abitato: per alcuni siti si registra continuità di vita con i periodi precedenti, altri insediamenti vengono invece fondati ex novo privilegiando le zone vicine a corsi d’acqua o sorgenti. Molti di questi insediamenti, tuttavia, concludono la loro vita nell’arco del V sec. d.C.
Assai complessa è la lettura dell’assetto insediativo del territorio in età bizantina e ancora più complicato comprenderne i mutamenti a seguito della conquista musulmana nella metà del IX secolo.
Per oltre un secolo, infatti, si apre per l’intera isola un periodo cruciale che coincide con l’affermazione della presenza islamica. Gli insediamenti nel territorio di Entella si distribuiscono in maniera omogenea e sembrano tutti dipendere, in qualche modo, dalla risorta città sulla Rocca.
La fine del X e l’inizio dell’XI secolo coincidono con un deciso ripopolamento del territorio, mentre una leggera contrazione si avverte nel XII secolo. La crisi di Entella e dell’intero territorio, tuttavia, diverrà irreversibile nel XIII secolo quando le roccaforti della Valle del Belice si trasformeranno in ridotti della resistenza musulmana: un periodo che si concluderà con la distruzione definitiva di Entella e con l’abbandono del territorio.

AREA ARCHEOLOGICA ROCCA DI ENTELLA
90030 Contessa Entellina (PA)

Apertura: Ingresso su prenotazione

Biglietto: gratuito

Contatti:

Tel. +39 0924 952356
parco.archeo.segesta@regione.sicilia.it

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